Una magica prima serata d’Agosto.

Sotto un cielo estivo trapunto di stelle, tra le rovine di una chiesa bellissima, ma sconsacrata, con alle spalle un camposanto dimenticato, due arpe celtiche e un facoltoso arpista mi hanno fatto dimenticare per un attimo di tutti i miei problemi, mi hanno proiettato in uno stato mentale mai sperimentato prima, mi hanno dato la possibilità di vivere un’esperienza magica che mi ha lasciata con le lacrime agli occhi, mille pensieri per la testa e la sensazione di aver finalmente trovato casa. Non importa quanto io abbia abbandonato la musica, smettendo di seguire i miei corsi di canto in quarta superiore, la musica sarà sempre parte di me.

Lasciare qualcosa o qualcuno non vuol dire necessariamente che non lo si ama più, a volte si lascia semplicemente per il suo bene, perchè lo si ama molto. E io non avrei mai potuto far parte di quel modo da attore, solo da spettatore posso apprezzarne l’esistenza e ringraziare per le occasioni che mi si presentano davanti.

Quindi grazie.

Grazie a chi ha permesso tutto questo.

Grazie a Vincenzo Zitello.

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