When a sweater means a lot more.

Ebbene sì, sono tornata a scrivere articoli qui. No, non sono scomparsa. La mia vena probabilmente si.
Comunque sia, siccome questa sera non riuscivo a guardare film o studiare ho deciso di scrivere qualcosa; solo io, la mia penna, il mio diario e la fedele tazza di tè caldo con me.10887963_629902000471903_1194348037_n
Anche questa volta scriverò qualcosa che arriva dal mio diario, anche se chiamarlo diario è inappropriato dato che vi scrivo solo quando ho qualcosa di rilevante da scrivere o da ricordare.
In questo caso vorrei parlare di una piccola piacevole scoperta o illusione.

[…] sono entusiasta perché penso di aver trovato una nuova splendida amica. Non ci conosciamo ancora bene, ma per fato siamo finite a far parte di una stessa meravigliosa famiglia allargata. Siamo fidanzate a due fratelli e probabilmente non saremo entrate in contatto se una delle due – o entrambe – avesse dato il suo cuore ad un’altra persona. Sono felice che sia andata così. È passato un anno ormai, ma sento che finalmente abbiamo stabilito una vera connessione. È accaduto l’ultimo giorno dell’anno. Un capodanno insieme a mangiare, ridere, giocare, guardare i film di Tim Burton e scambiarci opinioni su libri e film. È stato per una maglia, per la pecorella bianca, calda ed extra large (so che sembra sciocco, ma anche un oggetto così semplice può fare la differenza). È stato in parte perché abbiamo vissuto l’ultimo istante del 2014 e il primo istante del 2015 insieme, alzando il calice e brindando si spera al nostro brillante futuro. Il suo lo sarà sicuramente; è una donna intelligente, bella e piena di virtù.

Probabilmente mi sono immaginata tutto. Probabilmente questa sensazione è a senso unico. So perfettamente di non essere speciale, di non avere nulla che mi distingua dalla massa, ma io ho visto nascere qualcosa di bello. Spero che sia realmente così. Per ora mi riservo il piacere di questa epifania (non perché si avvicina la befana, ma epifania nella sua accezione di “scoperta, illuminazione”, come quella di Joyce e della Woolf).

Nel frattempo la mia rubrica ha avuto la sua modifica, ogni volta che riesco a trovare un soprannome a qualcuno significa che lo posso sentire più vicino, – sì, lo comprendo che sembra stupido e superficiale, ma io son fatta così –  anche questa volta è accaduto, ora ho una “Sis” tra i contatti (“sis” da “sister in law”) e spero una persona con cui poter condividere molto.

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