Ciao Ale, ciao Presidente.

Sono le 22.30 precise ed improvvisamente il giorno 11 aprile 2015 è  diventato uno dei giorni più brutti che ricorderò.

Ho perso un amico.

Ho perso un coetaneo.

E il mondo ha perso una persona meravigliosa.

Alessio, si chiama. No, non userò il tempo passato perché le persone continuano a vivere nel cuore di chi le ricorda.

Da quanto tempo non lo vedevo?
Probabilmente dalla terza media, dall’ultima gita, quella di Barcellona che abbiamo passato come vicini di bus. Eppure anche se erano otto anni che non l’ho vedevo l’ho sempre pensato, soprattutto da quando è arrivato quel mostro servo del dolore e della morte che si è inserito in lui.
Con quanta forza lo ha combattutto, per quattro lunghissimi anni… ma alla fine la stanchezza e la frustrazione hanno avuto la meglio.

Questo non è giusto.
La vita non è giusta. La vita è solo una bastarda che non pensa a ciò che fa, che se ne frega e che rende questi anni nel mondo spesso insopportabili. E c’è paura, e c’è rabbia.
Troppa rabbia.
C’è furia.
Una furia che trova sfogo solo attraverso lo scorrere di una penna su un foglio, come sempre.
Furia perché nel ventunesimo secolo dovremmo saper buttar giù i muri con un soffio e creare macchine volanti.
Invece ci perdiamo in battaglie senza senso per il denaro, il potere, la politica e la bellezza, tutto ciò che un vero senso non ha, mentre i ragazzi muoiono senza nemmeno accorgersi di aver vissuto, senza avere il tempo di lasciare un segno.

Eppure, in parte so che questa è una rabbia egoistica, so che il dolore è da egoisti se ci penso con razionalità, poiché soffrono coloro che rimangono, coloro che vengono abbandonati, mentre se ne vanno coloro che soffrivano prima e che smettono di farlo.

Io non so se esiste o meno il paradiso, ma ciò che mi immagino è che lui potrebbe trovare un posto come presidente nella sua prossima vita, nel nulla? Nel cielo? Sotto terra?

Questo nessuno lo sa con certezza, eppure so che gli auguro di trovare pace, riposo e che il dolore smetta di tormentarlo e spero con tutto il cuore che la sua famiglia possa trovare ugualmente la pace, per quanto possibile, in questo mondo. Per continuare ad andare avanti.

Ciao Ale, ciao Presidente.

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