Lettera ad un amico mai tornato

Ciao, sono io.
Io chi?
Beh, se non lo hai capito, allora va bene ugualmente, ma se sai chi sono, allora vuol dire che tutto ciò che è stato, forse non è stato falso e architettato.

Ebbene, perché sono qui a farmi del male scrivendo sul mio diario di te?
Non ne ho proprio idea, soprattutto non me ne capacito perché da più di un anno ho smesso di farmi condizionare dalla tua presenza, o meglio assenza.
Sai, ho capito che forse sono destinata a portarti dentro e tu sei destinato a rimanere lì, fino al momento in cui io non mi sarò tranquillizzata, come un feto dispettoso.

Sei saltato fuori in un attimo e tutto l’articolo elaborato sui miei ricordi infantili è sbiadito. La mia mano ha afferrato la penna e il diario e ha iniziato a scrivere, senza nemmeno pensarci su.
Sei spuntato all’improvviso, hai preso vita da una stupida frase letta su tumblr “I wanted you to fight for me and you didn’t“.
Hai dilaniato lo schermo, l’hai fatto in mille pezzi, hai preso una forma, poi sei venuto a squarciarmi il petto e ti sei intrufolato nel mio corpo, come un virus.

Ed è così strano e frustrante che una banale frase del genere mi faccia pensare a te e mi faccia così male.
Mi fa ripensare alla mia pianificazione di un’esperienza universitaria parigina, un corso di lettere alla Sorbona, e te – così innocuo e puro tra tutti quegli stupidi teenager pieni di sé – che mi sussurri che mi seguirai fino in capo al mondo.

Se penso a quanto eravamo vicini, vicini come amanti che fanno silenziosamente e segretamente l’amore, ma senza nemmeno sfiorarci, e ora siamo estranei che si evitano tra la gente. Siamo come la Terra e il pianeta più lontano della galassia più distante da essa.

Vorrei dirti che mi manchi, ma in realtà è una bugia!
Non sei tu a mancarmi, ma il ricordo di noi, l’idea di ciò che potevamo essere se avessimo continuato ad essere leali con noi stessi, ma tu non hai voluto, tu ti sei tradito.
Hai tradito chi eri per poterti trasformare in chi sei, l’ennesima maschera di un mondo da palcoscenico.

No, non mi manchi.

E rendermene conto mi fa sentire così libera!
Sto fluttuando con l’anima anche se il mio corpo materiale e mortale mi tiene seduta sulla sedia a scrivere queste pagine.
E nel frattempo la mia canzone suona “Baby I’ve been, I’ve been losing sleep dreaming about the things that we could be“. Ancora una volta la musica mi legge dentro.

Solo questo.

Ciao, amico che non è mai tornato.

Annunci

2 pensieri su “Lettera ad un amico mai tornato

  1. Che buffo, ieri sera ero anch’io su Tumblr prima di addormentarmi e anche io, come tantissime altre volte, ho letto una frase che mi ha portato a pensare a qualcuno in particolare.
    Hai presente la recensione che ti ho lasciato sotto il primo capitolo della tua nuova storia? Il consiglio che ti ho dato? Intendevo proprio questo. In questa lettera ogni frase ha il giusto ritmo, a parer mio. :*

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...