Ricordare

Nel Luglio del 2000 l’Italia ha ufficialmente riconosciuto il 27 Gennaio come Giorno della Memoria, per

ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Cinque anni dopo le Nazioni Unite riconoscono ufficialmente la stessa data come Giorno della Memoria. Perchè il 27 Gennaio? Perchè è la data della liberazione del campo di concentramento polacco di Auschwitz.
Io penso che oggi il giorno della memoria debba essere molto di più, o per lo meno per me lo è. In questo venerdì io non solo ricordo la sofferenza degli ebrei sotto la follia disumana delle torture e delle esecuzioni di tedeschi – e non solo, ricordiamocelo – ma la sofferenza di ogni essere umano che sia mai stato torturato, ucciso, fisicamente e psicologicamente da un altro essere della sua stessa specie; ricordo la disumanità che caratterizza il nostro tempo, che l’ha sempre caratterizzato e che – temo – sempre lo farà, perchè gli esseri umani sono nati come fratelli, ma si sentono più cugini rivali in cerca di un trono e del potere che ne deriva, come lotte medievali ma con armi decisamente più micidiali.

In questo giorno ricordo che esistono persone che non sanno amare e provo pena per loro perchè senza amore la vita non ha alcun senso. Ci sono persone che passerebbero sopra a migliaia di corpi per pochi secondi di gloria, quando la vera meta dovrebbe essere la compassione e il sacrificio per gli altri. Condividere ed aiutare sono azioni che nutrono le nostre anime, azioni che rendono le nostre sofferenze sensate, che ripagano delle debolezze e dei sacrifici.

Ricordare è importante e – anche se si dovrebbe farlo ogni giorno, ma la frenesia di questa vita ce ne toglie il tempo e la voglia – soprattutto far conoscere il passato al nostro futuro, ai giovani, per fargli comprendere quanto ripetere quelle azioni sia sbagliato. Per fargli comprendere il valore della vita, di OGNI SINGOLA VITA. Non bisogna fare “Patti della dimenticanza”, anche se il dolore è troppo forte, anche se le ferite sono appena rimarginate e pronte a riaprisi in qualsiasi momento, ricordare è il modo migliore per impedire che capiti di nuovo.
E per ricordare, per promuovere il ricordo alle generazioni future è bene educare, quindi fatelo. Investite nell’educazione dei vostri figli, dei vostri fratelli, degli amici. Non sottovalutate cosa significa essere istruiti, perchè l’istruzione non è semplicemente un obbligo, è un dono.

 

 

 

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