Incrinati

Siamo come frammenti di un vaso che è stato lasciato cadere

Così,

Con noncuranza,

Con la spensieratezza che hanno tutti gli uomini.

E la certezza di poter riparare qualcosa di rotto,

Oppure di rimpiazzarla.

Siamo quei frammenti incollati insieme,

Anomale tessere di un puzzle casuale.

E come ogni crepa che si rispetti,

Le nostre sagome hanno corpi frastagliati,

Limiti affilati,

Taglienti, ma soprattutto diseguali.

Il disegno è rovinato

E l’armonia fuggita,

Scombussolata nella sua mania ossessivo-compulsiva

Da quello spazio, quel minuscolo vuoto

Che si è creato tra noi e che non potrà,

Mai più,

Essere colmato.

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