Il triste destino di noi laureati in lingue.

Eccomi tornare con  un nuovo articolo di polemica, se la mia si può definire tale.
Diciamo che mi piace lamentarmi? Ok.

In ogni caso, oggi vorrei esporvi la situazione di noi laureati in lingue che studiamo per cinque anni con i compiti a casa come se fossimo ancora alle superiori, dobbiamo imparare almeno due lingue (meglio tre) ed essere quasi madre lingua, nel senso che dobbiamo saper parlare di economia, politica, attività marittima, arredamento, cucina insomma, TUTTO e paghiamo le stesse rette universitarie come gli studenti di Giurisprudenza, scienze sociali,  ingegneria e così via. Sì, perchè il problema è che nonostante tutto, nonostante tu sia preparata su letteratura, cultura, grammatica, lessico e linguistica di un determinato idioma questo non basta mai per il mercato di lavoro e se non sei “portato” o se non senti la vocazione per la professione di insegnante (che comunque richiede corsi extra e spese extra solo per essere considerato) allora le soluzioni sono tre:

  • Receptionist in un albergo o in un’azienda
  • Call Center o meglio chiamato Customer Service (per farci sentire meno sconsiderati)
  • Hostess (in aereo, crociera o di ricevimento per eventi)

La cosa che più mi fa arrabbiare è che quando parli con qualcuno ed esce fuori che hai studiato lingue straniere la battuta spontanea è “Allora trovare lavoro sarà uno scherzo”. E mi viene voglia di urlare dalla frustrazione perchè hanno tutti un’idea malsana visto che con una laurea e con il massimo dei voti dopo cinque mesi ancora si debba cercare uno stage perchè non si ha “abbastanza esperienza”. Forse in Italia non hanno ben chiaro che l’esperienza si guadagna con il tempo e che per un neolaureato non è sempre possibile averla nel campo che desidera. Perchè magari avrà fatto un tirocinio (generalmente sulle 180/200 ore), ma non avrà mai un anno di esperienza e magari tutto ciò che ha trovato per mantenersi gli studi non è un lavoro che aveva il desiderio di fare nel futuro, ma semplicemente ciò che ha trovato per riuscire a far combaciare studio e lavoro.

Insomma, se vi state laureando in lingue straniere armatevi di pazienza e di Master e fate quanta più esperienza possibile anche gratuitamente ma finché siete ancora studenti! L’importante è che non abbandoniate le vostre passioni, se come me amate le lingue perchè studiare e conoscere altre culture è l’unico modo per comunicare e comunicare e comprendere sono le uniche vie per la convivenza, allora non fatevi mai buttare giù dalle aspettative future!
Andrà tutto bene, dovete solo armarvi di tanta pazienza!

 

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2 pensieri su “Il triste destino di noi laureati in lingue.

  1. Si può condividere la lamentela, perché, a volte, l’esperienza richiesta è il pretesto per passare oltre. E’ un triste destino di tanti giovani laureati. E’ bello comunque leggere la volontà di continuare che può essere esteso a chiunque ricerchi una posizione lavorativa.

    1. Continuare e non disperare sono elementi chiave per noi giovani laureati alla ricerca di un impiego che ci ripaghi tanto monetariamente quanto (soprattutto) moralmente degli ultimi anni di università! Semplicemente ogni tanto ci sentiamo sconfortati e questo sfocia nelle lamentele, poi io sono una specialista come può vedere dal mio blog.
      Grazie per il tempo dedicato all’articolo!

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