Meraviglie

Come facciamo a creare una società pacifica e unita quando a malapena riusciamo a tenere insieme una famiglia?

Come facciamo a rispettare ogni essere umano a prescindere dal colore della sua pelle, il suo genere, le sue credenze se non sappiamo rispettare le nostre mogli, le nostre madri, i nostri nonni e i nostri figli?

Come possiamo collaborare quando ci risulta fastidioso persino aiutare a fare il letto, sparecchiare una tavola?

Parte tutto dalla famiglia, inizia sempre con le piccole realtà l’impegno e l’attenzione e la volontà si sviluppano prima in un ambiente ristretto e una volta reso perfetto quell’angolo allora é possibile espandersi e toccare nuovi territori; é come una vecchia conquista imperiale, ma con armi pacifiche e con eserciti di persone dal cuore grande.

Eppure a me sembra di vedere sempre gli stessi scenari, persone grandi e piccine senza alcuna voglia di imparare o di fare, cellulari e Tablet attaccato agli occhi e una o due persone che in casa non vengono quasi più trattate con dolcezza e amore, ma come fossero badanti e governanti.

Ricordo una bambina capricciosa a cui piaceva giocare, ma che si stancava presto  di un’attività e voleva passare subito a qualcos’altro, e una madre stanca e dolce che si occupava di rassettare tutti i giochi e i colori in una grande cesta bianca e rosa che stava ai piedi del letto. E tutte le volte che la mamma provava a far comprendere alla piccola che non era quello il comportamento da tenere dicendole che i giochi non messi a posto sarebbero stati buttati la bambina le rispondeva con sfacciataggine che li buttasse pure quei giochi anche se per lei che non aveva quasi amici con cui giocare in quella casa in collina erano un tesoro prezioso. Quella bambina é cresciuta ed é diventata una donna quasi e ora non può sopportare di vedere sua mamma occuparsi anche della casa quando torna stanca e stressata da lavoro e fa di tutto per poterle dare una mano e ripagarla anche solo di una millesima parte per tutto ciò che la madre ha fatto per lei.

Quella donna però non vede lo stesso comportamento e la stesa voglia nelle altre persone che vivono con lei e ogni volta le viene una rabbia che si trasforma in dolore fisico.

Ricordo un mondo in miniatura con una grande villa che sembrava una reggia come Versailles, e un gruppo di bambini che giocavano a nascondino e acchiapparella e correvano felici e si sbucciavano le ginocchia ma non importava perché si condivideva tutto. E ora condividere é solo cliccare un pulsante sul telefono o sul computer, non ha altro senso fisico, e si hanno molti amici che si può riempire una castello, ma nel momento del bisogno ci sono davvero a stringerci la mano e dirci che “passerà”?

E questo mondo, questo stato, questa comunità che puntano tutto sul business e sul guadagno, sul rispetto delle date di scadenza dei pagamenti e dei bilanci a costo della salute e dell’educazione, come può aiutarci?

Qui c’è un grandissimo bisogno di investire sull’educazione ma non solo scolastica, anche comportamentale. E sia bene inteso che non si intende un controllo dittatoriale, ma una lunga e dettagliata spiegazione di cosa educazione e cooperazione possano creare; meraviglie.

Tutto qui, meraviglie.

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