A brand new day

A new day is a whole new world that can show us new chances to get a fresh start. This is the thought of the day: I woke up this morning with a big, wide, smile on my face, with a strong feeling that things would have been ok, maybe soon. I was thinking that morning is the best part of the day because it is a sort of mistery, we can imagine how our day would be but we have no certainty.

But our mood can change as suddently as weather up the cliffs.

Five minutes before you are thinking that the world seems so bright and that pessimism is the worst enemy of success. You have this deep knowledge of yourself, you feel calm and self-confident, you know that you must be realistic and look to the bright side of every situation if you want to avoid failure; the next moment you sink in the darkest shadows.
In any case, I don’t want to succumb to my fears and my negativity. I am twenty five and I have a Master’s Degree in Modern Languages, obtained with the hightest grade possible, but still looking for a job in a world where they want both youth and experience, as we can be all. But the truth is that you have to make a choice, sometimes and I chose my studies first of all and I dedicated all myself to get to the top.

This is why I don’t want to surrender. I want to keep hope and keep looking for a job that suits me and where I can grow as a person as well as a worker. A place where I can help and show how much I am worth.

Today, then, the slogan is: keep the faith and remember that every day can be THE ONE. The right one to change the world, your world or yourself, to improve, to be happy, to get success!

Gioventù italiana: una rarità.

Buonasera, anche questa volta torno con un po’ di fastidio a scrivere di osservazioni che a volte mi lasciano perplessa e un po’ inacidita. Questa sera affrontiamo la mancanza di nascite in Italia.
Qualche giorno fa sono uscite delle statistiche in cui viene sottolineato come negli ultimi anni in Italia le nascite siano crollate ad eccezione dei bambini stranieri, e come, quindi, il nostro paese stia diventando un paese di vecchi italiani e giovani extra-nazionali.

Ho sentito molti lamentarsi di questo, dare la colpa agli immigrati per questa nuova situazione, ma la realtà a mio parere è incredibilmente diversa. Prendiamo una coppia di ragazzi di venticinque anni che si sono appena laureati con il massimo dei voti nelle loro specializzazioni, che sono due persone serie, ligie al dovere, con una grandissima voglia di fare e di imparare e di migliorarsi. Questa coppia di ragazzi manda curriculum da tre mesi senza successo, nonostante l’impegno e i risultati universitari ottenuti, quindi supponiamo che per iniziare a lavorare debbano spostarsi dal loro attuale domicilio e cambiare regione se non addirittura nazione. Lo spostamento comporta spese a cui seguono magari alcuni tempi per adattarsi al nuovo ambiente e conoscere la nuova città. In ogni caso, come si può aspettare che due ragazzi di venticinque anni che non sanno neppure se troveranno un lavoro per potersi pagare da mangiare e un luogo in cui vivere possano pensare ad avere figli?

Io credo che l’Italia sia un paese alieno, anzi, che tutto il mondo sia un po’ strano. Si vedono casi di estremismo a livello di prolificazione; da un lato giovani che non sono mai stati istruiti sui rapporti sessuali e che non hanno idea di cosa vanno incontro, dall’altro adulti che si ritrovano precari, senza un lavoro, con mille pensieri e con l’idea che avere dei bambini non sarebbe giusto in quelle condizioni (non tanto per loro stessi, ma per la creatura). Perchè una persona normale non vorrebbe mai mettere al mondo un bambino o una bambina se non si può permettere il meglio per lui/lei!

Ciò che serve è un modo per migliorare il nostro paese; renderci conto che i tagli da fare non sono né sulla sanità né sull’istruzione, ma su tutte quelle spese inutili che coinvolgono principalmente classi sociali elevate che hanno in tasca più di quanto serva loro per vivere.

 

L’approccio dell’estate

La luce della luna,
pallida,
sfiora la mia pelle di cera;
Una carezza più intima di quella di un amante.

Il soffio del vento,
delicato,
circonda il mio corpo
e rinfresca la mia anima stanca.

Il suono delle onde,
continuo,
mi rimbomba nelle orecchie;
è il miglior bentornata a casa.

Il profumo d’estate,
inebriante,
mi porta in luoghi esotici
e mi ricorda che la vita è breve e che i migliori anni volano via.

Il valore dei soldi

Buona sera, io e la mia vena polemica siamo tornate.

Questa sera vorrei parlare ai genitori e ai miei coetanei che saranno futuri genitori perchè c’è un tema che forse non viene affrontato abbastanza: il denaro. Personalmente mi ritrovo con tre fratelli minori che stanno tutto il giorno a urlare Mamma mi compri; noi le chiamiamo le ultime parole famose.

Credo che manchi nella nostra vita la cultura del denaro e penso che sia giusto insegnare ai bambini, fin da piccoli, che il denaro non cade dagli alberi come la neve o la pioggia cadono dal cielo nei giorni freddi e umidi. Personalmente sono cresciuta con mia madre che è stata sia mamma che papà e non mi ha fatto mai mancare niente, senza farmi pesare neppure uno spicciolo fino alle superiori, una mamma che sapeva quando dire “no” e che sapeva spiegarmelo. Non ho mai avuto una paghetta settimanale perchè quando ero piccola non mi piaceva aiutare in casa, ma crescendo ho iniziato ad odiare il disordine e lo sporco e sono diventata peggio di una colf, tanto che in casa mi chiamano Cenerentola, ma senza principe.

Io penso che già iniziare dando valore ad una paghetta in cambio dell’aiuto per le faccende di casa sia piuttosto importante. Vedo ragazzini che anche se alle medie al supermercato si piantano in uno dei corridoi e iniziano a urlare o piangere pur di venire accontentati, e genitori che non hanno voglia di litigare e dicono “sì”, ma il risultato è la creazione di ragazzi che poi non sanno dare un valore alla vita, al lavoro, non sanno organizzare il loro budget e questo si traduce in un grave problema nel momento in cui essi intraprendono una strada più professionale, sia essa l’università o il lavoro. Ma soprattutto per chi va all’università che si accorge, improvvisamente, che la vita è cara, che la spesa non te la regalano e le spese condominiali, di acqua, gas e luce sono salate.

Semplicemente vorrei esporre che secondo me c’è questo problema; un problema che può essere semplicemente risolto tramite l’educazione, come in ogni caso. Anche l’educazione sessuale dovrebbe anticipare i tempi, purtroppo, per quanto la cosa non mi piaccia. Insomma, vorrei solo che si tornasse a fare i genitori, a litigare, a dire no, perchè è giusto, perchè è necessario in alcuni contesti. Non abbiate paura del NO. I vostri figli un giorno capiranno perchè li avete cresciuti con delle regole.

Quanto puoi sopportare?

Ieri sera parlavo con una mia amica, che poi non è solo questo, è molto più di un’amica, ma insomma, il punto non è questo. Stavamo parlando di quanto fosse strano quando la gente ti dice che Dio ti mette sul cammino solo ostacoli che hai la forza di superare. Ci dicevamo che il Signore deve averci sopravvalutato sicuramente, perché non siamo delle ninja, né delle Wonderwoman, e poi è venuta la notte che mi ha portato il sonno e anche qualche dubbio. Mi piace pensare che da tutto questo sia nata un’idea brillante, una grande verità che, mi piacerebbe condividere con voi.

Forse è molto più di questo, forse il Padre di tutti gli uomini cattolici non ci riempe la vita di problemi semplicemente perchè gli piace giocare a prevedere le persone e le loro forze, ma semplicemente perchè è tramite gli ostacoli e gli sforzi e i momenti difficili che si diventa grandi persone, che si imparano lezioni pratiche a volte molto più utili dei corsi universitari. Probabilmente Lui non vuole far altro che farci diventare le persone che vogliamo e possiamo essere. Non si dice forse che per essere belli bisogna soffrire?
E quante volte mi è capitato di sentire, l’ultima poco tempo fa in The Gargoyle di Andrew Davidson, che la sofferenza corporea è ciò che permette di raggiungere con l’anima la Luce?

Credo che infondo sia questo il punto; diventare chi vogliamo, specialmente se i nostri ideali e desideri sono rivolti a migliorare noi stessi, partendo dagli esseri imperfetti che vivono in un mondo imperfetto (perdonatemi, ma la lettura di Murakami è ancora troppo fresca per poter evitare certe citazioni) richiederà sicuramente sudore e dolore. Si tratta di un processo fondamentale per aumentare le nostre forze e migliorare il nostro intuito e indurire il nostro cuore e abituare la nostra anima. Non dico che tutto questo abbia un senso, o che noi lo desideriamo, ma c’è un destino, forse, scritto su qualche grosso libro protetto da un incantesimo del tempo e dell’invisibilità, che è destinato a rimanere nascosto e a dettare legge sulla nostra vita. E forse, ci sono pochi privilegiati che hanno il talento e il raro permesso di cambiare il proprio destino con una penna magica.
Lo so, sto esagerando, ma quando dico che a volte il dolore e i sacrifici possono essere per il meglio, lo credo di cuore. La speranza è ciò che mi tiene salda al terreno di questo percorso in salita, pieno di buche da superare, animali selvatici da evitare, e ancora mille insidie che non conosco. La speranza di un’ oasi paradisiaca alla fine del percorso, di diventare qualcuno, di poter lasciare il mio segno nel mondo, di poter salvare una vita, cambiarne una in meglio, di poter dare amore a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Ho scoperto di avere molti sogni e molti buoni propositi e forse, e dico solo forse, il Signore ha un progetto per me e per diventare la persona che voglio essere, per compiere le gesta che desidero, è necessario che io sia pronta ad affrontare situazioni peggiori a cui mi devo abituare, gradualmente, procedendo di problema in problema, come su una lunga scalinata.

E allora che la forza ci assista. Vi auguro di trovare qualcuno che stia al vostro fianco lungo questo cammino, qualcuno che sappia accompagnarvi e sorreggervi se cadrete. Che non vi faccia tornare indietro e con cui poter condividere i piaceri della meta raggiunta.

Sii umano

Sono qui, nel mio letto, che leggo le ultime pagine di Norwegian Wood (Murakami) e penso a tutta questa tristezza e questa confusione e penso all’essere una persona imperfetta che vive in un mondo imperfetto. Penso alle scelte che facciamo ogni giorno, a tutte le volte che ci siamo sentiti tristi, a quando l’ansia e la paura di non essere abbastanza ci hanno assaliti e ci siamo sentiti sul punto di crollare, di dire – basta, in questo mondo non ci voglio più vivere – e poi, invece, ci siamo tirati su le maniche e abbiamo ricominciato a lottare.

Mi chiedo quanto durerà la depressione, la sensazione di vivere una vita ingiusta. Questa ossessione di voler ottenere di più, di non accontentarsi di ciò che si ha e dei difetti che rendono la nostra esistenza complessa. Vorremmo solo cose semplici e spesso commettiamo stupidaggini per questo motivo. Ci aspettiamo che l’alcool o altre sostanze ci possano aiutare a fuggire, oppure le persone come me evitano quei trucchi e preferiscono libri o film in cui sparire. Forse perchè vivere la vita degli altri ci rende più forti, più distanti dai nostri problemi, forse perchè ci rendiamo conto che non siamo gli unici a vivere così.

Mi chiedo quanto devo rimanere così, insicura, infelice, fragile come vetro. Un giorno una persona mi ha suggerito di non dimostrare mai la mia debolezza agli altri, ma io non posso fare a meno di espormi; altrimenti non mi piacerebbe scrivere, temo. Quando si scrive è come quando ci si spoglia davanti a qualcuno, ma al posto di un corpo nudo si mostrano i sentimenti, le paure, i vizi, così come le nostre forze (naturalmente). Mi è impossibile nascondere chi sono, i miei momenti di crisi, i miei umori altalenanti.

Trovo, invece, che sia ingiusto proprio questo! Ognuno di noi dovrebbe essere libero di mostrare agli altri chi è attraverso i suoi difetti e i suoi pregi, attraverso il suo coraggio, la sua delicatezza. Se fossimo tutti così sinceri, così liberi di essere noi stessi, così presenti gli uni per gli altri, probabilmente questo mondo sarebbe incredibilmente diverso; lo immagino un posto felice in cui la vita è il vero Paradiso e dopo, la morte non fa paura, perchè è semplicemente un passo inevitabile.

Lo so, sono stupidi pensieri, tristi e deprimenti e chiedo scusa a chi leggerà queste mie parole, ma questo è un blog personale in cui le persone che hanno sentimenti simili possono esprimerli ed essere incredibilmente e giustamente umani come è giusto che sia.