Incrinati

Siamo come frammenti di un vaso che è stato lasciato cadere

Così,

Con noncuranza,

Con la spensieratezza che hanno tutti gli uomini.

E la certezza di poter riparare qualcosa di rotto,

Oppure di rimpiazzarla.

Siamo quei frammenti incollati insieme,

Anomale tessere di un puzzle casuale.

E come ogni crepa che si rispetti,

Le nostre sagome hanno corpi frastagliati,

Limiti affilati,

Taglienti, ma soprattutto diseguali.

Il disegno è rovinato

E l’armonia fuggita,

Scombussolata nella sua mania ossessivo-compulsiva

Da quello spazio, quel minuscolo vuoto

Che si è creato tra noi e che non potrà,

Mai più,

Essere colmato.

Apatica

Apatica,

Patetica,

Come un foglio di carta scritto, stracciato e gettato nella spazzatura,

o in mezzo ad altri fogli di carta, anch’essi rovinati,

ugualmente patetici.

Apatica,

Arida come un deserto, ma non altrettanto calda,

Come un deserto di ghiaccio, fredda, dentro e fuori.

Inscalfibile,

eppure debole.

Apatica,

Spenta come Seattle dopo un blackout,

nel panico più assente perchè incapace d’emozione.

Un mostro;

e mi avete creata voi.

Bastiamo Noi

Donami tempo e carezze
Sulla pelle; baci, dolcezze,
Piccole perle più preziose
Dei gioielli e delle rose.

Portami lontan con la fantasia,
Non ci serve altro per volar via.
Bastiamo noi per questo viaggio:
Sei tu che sproni il mio coraggio.

Ammiriamo le onde tufarsi
Imperiose, spiamo le stelle
Silenziose. Guarda, la luna
Ci osserva inopportuna!

Rimaniamo qui per sempre;
Non importa il domani se siamo
Di gaudio ebbri, mano nella mano.