A brand new day

A new day is a whole new world that can show us new chances to get a fresh start. This is the thought of the day: I woke up this morning with a big, wide, smile on my face, with a strong feeling that things would have been ok, maybe soon. I was thinking that morning is the best part of the day because it is a sort of mistery, we can imagine how our day would be but we have no certainty.

But our mood can change as suddently as weather up the cliffs.

Five minutes before you are thinking that the world seems so bright and that pessimism is the worst enemy of success. You have this deep knowledge of yourself, you feel calm and self-confident, you know that you must be realistic and look to the bright side of every situation if you want to avoid failure; the next moment you sink in the darkest shadows.
In any case, I don’t want to succumb to my fears and my negativity. I am twenty five and I have a Master’s Degree in Modern Languages, obtained with the hightest grade possible, but still looking for a job in a world where they want both youth and experience, as we can be all. But the truth is that you have to make a choice, sometimes and I chose my studies first of all and I dedicated all myself to get to the top.

This is why I don’t want to surrender. I want to keep hope and keep looking for a job that suits me and where I can grow as a person as well as a worker. A place where I can help and show how much I am worth.

Today, then, the slogan is: keep the faith and remember that every day can be THE ONE. The right one to change the world, your world or yourself, to improve, to be happy, to get success!

Città eterna

Roma, città eterna.

Roma, piena di strade

Percorse da chissà quanti piedi

Per chissà quanti anni,

Infiniti,

Immisurabili.

Roma, città da mille sfumature,

Città dalle mille facce,

Eleganza e ruvidezza,

Antichità e moderno,

Gioventù e saggezza,

Ricchezza e povertà.

Che città che sei Roma.

E c’è profumo di guanciale,

Di cacio,

Di pecorino e pepe,

Della porchetta

E del sudore di chi lavora,

Giorno e notte,

Di chi cammina per le strade infinite,

Di chi inciampa per i ciottoli

E sorride imbarazzato.

C’è il rumore di fonti,

Di turisti emozionati,

Di sogni nascosti

Dietro il tintinnare di monete

Di tutto il mondo.

C’è aria di vita,

Di amore,

Di semplicità

E di quella

E di quel strano mistero

Che sempre cela questa città.

El hambre de la incertidumbre

La lluvia cae del  cielo
Lentamente
Como lágrimas de niño
Inocente;
Yo me quedo en la cama
Pensando,
Con mi almohada entre los brazos,
Imaginando,
Preguntándome qué será mañana.

Un relámpago ilumina la habitación,
Prepotente
Como si tuviese el derecho de mostrarme
Así, casi inexistente
En mi formas odiadas,
En mi cuerpo deformado por el dolor,
Por el cansancio y la desesperación.

¿Qué haré mañana en este mundo
Corrupto?
¿De qué iré a vivir sin un trabajo
Sin un punto
De apoyo, una columna que pueda suportarme?
¿Qué será de mi vida sin amor,
Solamente odio y rencor
La certidumbre de fallar,
La incapacidad de perdonar?

Gioventù italiana: una rarità.

Buonasera, anche questa volta torno con un po’ di fastidio a scrivere di osservazioni che a volte mi lasciano perplessa e un po’ inacidita. Questa sera affrontiamo la mancanza di nascite in Italia.
Qualche giorno fa sono uscite delle statistiche in cui viene sottolineato come negli ultimi anni in Italia le nascite siano crollate ad eccezione dei bambini stranieri, e come, quindi, il nostro paese stia diventando un paese di vecchi italiani e giovani extra-nazionali.

Ho sentito molti lamentarsi di questo, dare la colpa agli immigrati per questa nuova situazione, ma la realtà a mio parere è incredibilmente diversa. Prendiamo una coppia di ragazzi di venticinque anni che si sono appena laureati con il massimo dei voti nelle loro specializzazioni, che sono due persone serie, ligie al dovere, con una grandissima voglia di fare e di imparare e di migliorarsi. Questa coppia di ragazzi manda curriculum da tre mesi senza successo, nonostante l’impegno e i risultati universitari ottenuti, quindi supponiamo che per iniziare a lavorare debbano spostarsi dal loro attuale domicilio e cambiare regione se non addirittura nazione. Lo spostamento comporta spese a cui seguono magari alcuni tempi per adattarsi al nuovo ambiente e conoscere la nuova città. In ogni caso, come si può aspettare che due ragazzi di venticinque anni che non sanno neppure se troveranno un lavoro per potersi pagare da mangiare e un luogo in cui vivere possano pensare ad avere figli?

Io credo che l’Italia sia un paese alieno, anzi, che tutto il mondo sia un po’ strano. Si vedono casi di estremismo a livello di prolificazione; da un lato giovani che non sono mai stati istruiti sui rapporti sessuali e che non hanno idea di cosa vanno incontro, dall’altro adulti che si ritrovano precari, senza un lavoro, con mille pensieri e con l’idea che avere dei bambini non sarebbe giusto in quelle condizioni (non tanto per loro stessi, ma per la creatura). Perchè una persona normale non vorrebbe mai mettere al mondo un bambino o una bambina se non si può permettere il meglio per lui/lei!

Ciò che serve è un modo per migliorare il nostro paese; renderci conto che i tagli da fare non sono né sulla sanità né sull’istruzione, ma su tutte quelle spese inutili che coinvolgono principalmente classi sociali elevate che hanno in tasca più di quanto serva loro per vivere.

 

L’approccio dell’estate

La luce della luna,
pallida,
sfiora la mia pelle di cera;
Una carezza più intima di quella di un amante.

Il soffio del vento,
delicato,
circonda il mio corpo
e rinfresca la mia anima stanca.

Il suono delle onde,
continuo,
mi rimbomba nelle orecchie;
è il miglior bentornata a casa.

Il profumo d’estate,
inebriante,
mi porta in luoghi esotici
e mi ricorda che la vita è breve e che i migliori anni volano via.

Il valore dei soldi

Buona sera, io e la mia vena polemica siamo tornate.

Questa sera vorrei parlare ai genitori e ai miei coetanei che saranno futuri genitori perchè c’è un tema che forse non viene affrontato abbastanza: il denaro. Personalmente mi ritrovo con tre fratelli minori che stanno tutto il giorno a urlare Mamma mi compri; noi le chiamiamo le ultime parole famose.

Credo che manchi nella nostra vita la cultura del denaro e penso che sia giusto insegnare ai bambini, fin da piccoli, che il denaro non cade dagli alberi come la neve o la pioggia cadono dal cielo nei giorni freddi e umidi. Personalmente sono cresciuta con mia madre che è stata sia mamma che papà e non mi ha fatto mai mancare niente, senza farmi pesare neppure uno spicciolo fino alle superiori, una mamma che sapeva quando dire “no” e che sapeva spiegarmelo. Non ho mai avuto una paghetta settimanale perchè quando ero piccola non mi piaceva aiutare in casa, ma crescendo ho iniziato ad odiare il disordine e lo sporco e sono diventata peggio di una colf, tanto che in casa mi chiamano Cenerentola, ma senza principe.

Io penso che già iniziare dando valore ad una paghetta in cambio dell’aiuto per le faccende di casa sia piuttosto importante. Vedo ragazzini che anche se alle medie al supermercato si piantano in uno dei corridoi e iniziano a urlare o piangere pur di venire accontentati, e genitori che non hanno voglia di litigare e dicono “sì”, ma il risultato è la creazione di ragazzi che poi non sanno dare un valore alla vita, al lavoro, non sanno organizzare il loro budget e questo si traduce in un grave problema nel momento in cui essi intraprendono una strada più professionale, sia essa l’università o il lavoro. Ma soprattutto per chi va all’università che si accorge, improvvisamente, che la vita è cara, che la spesa non te la regalano e le spese condominiali, di acqua, gas e luce sono salate.

Semplicemente vorrei esporre che secondo me c’è questo problema; un problema che può essere semplicemente risolto tramite l’educazione, come in ogni caso. Anche l’educazione sessuale dovrebbe anticipare i tempi, purtroppo, per quanto la cosa non mi piaccia. Insomma, vorrei solo che si tornasse a fare i genitori, a litigare, a dire no, perchè è giusto, perchè è necessario in alcuni contesti. Non abbiate paura del NO. I vostri figli un giorno capiranno perchè li avete cresciuti con delle regole.